vega
 

Se non faremo l’impossibile,

ci troveremo di fronte

all’impensabile.


Murray Bookchin

 

 


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Ricordando la Spagna 1936

Si sa, le date sono importanti, soprattutto nel momento in cui nella narrazione pubblica della storia si è imposta l'importanza dell'anniversario, della commemorazione, della ricorrenza.

Neppure noialtri del CSL-Archivio Pinelli possiamo esimerci da ciò, e non soltanto perché siamo comunque dentro a questa modalità narrativa così come siamo dentro, anche se in posizione fortemente critica, a questo tipo di società, ma anche perché è un'occasione per ribadire la nostra storia, riannodare percorsi e rievocare idee, visi, figure.

Non potevamo proprio perderci la Spagna '36. Non siamo certo gli unici ad aver voluto commemorare cosa accadde in quel luglio. Alcuni infatti hanno rievocato il 17 luglio 1936, la data del golpe di Franco e dell'inizio della guerra civile spagnola. Ma quella non è la nostra storia. Quella che vogliamo ricordare ha invece inizio il 19 luglio 1936, il primo giorno della risposta popolare al golpe, quando il progetto delle forze fedeli a Franco di conquistare la Spagna in poche ore si rivelò del tutto illusorio e, al contrario, si ritrovarono a dover fronteggiare niente di meno che la rivoluzione.

È proprio lì che ha inizio la nostra storia, o meglio quel pezzo che ci interessa raccontare. Per l'occasione, proponiamo un video di Diego Camacho (conosciuto come Abel Paz) sottotitolato per la prima volta in italiano e alcuni Carteles e fotografie che erano conservate nel nostro archivio e che ora riproponiamo finalmente in versione digitale grazie all'aiuto del fotografo Giovanni Galilei. Si tratta per il momento di una piccola scelta di quanto digitalizzato, il resto verrà messo online nel corso di questo autunno. Una delle tante cose che abbiamo in cantiere.

Nel frattempo, il nostro pensiero ritorna a quella mattina del 19 luglio così carica di tensione e speranza, rievocata da Abel Paz nella sua monumentale opera su Durruti: “le lancette degli orologi di Barcellona erano ferme sulle 4,45 del giorno che sarebbe stato il più lungo nella vita di migliaia di persone. In quello stesso momento, come si era stabilito tra la CNT e i suoi comitati di difesa di quartiere, le sirene di tutte le fabbriche cominciarono a suonare assieme: l'ora della lotta era arrivata...”

Call for artists: Un'opera per Pinelli

Proposta di call per i 40 anni dell'Archivio Giuseppe Pinelli

 

Quest'anno ricorrono i 40 anni di attività del Centro studi libertari/Archivio Giuseppe Pinelli, di Milano, un progetto culturale auto-finanziato nato nel 1976. La scelta di dedicare l'archivio alla memoria di Giuseppe Pinelli (1928-1969) non è stata affatto casuale. Pino, ferroviere anarchico morto il 15 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, è la diciassettesima vittima di quella strage di Stato che fu la bomba di piazza Fontana. Saranno appunto i suoi compagni a fondare, nel 1976, il Centro studi libertari/Archivio Giuseppe Pinelli, a partire da quella piccola biblioteca di circolo di cui proprio Pino si occupava. Oggi l'archivio ha migliaia di libri, moltissime “carte fragili”, un consistente archivio iconografico e una vasta emeroteca, il tutto consultabile liberamente.

Per marcare in modo significativo e duraturo questi 40 anni di attività il Centro studi libertari/Archivio Giuseppe Pinelli propone al Dipartimento di Arti Visive della NABA di lanciare una call dal titolo Un'opera per Pinelli aperta a tutti gli studenti di questa accademia.

Il possibile calendario di questa iniziativa prevede una conferenza di apertura, da tenere entro fine maggio 2016, per presentare agli studenti le modalità di questa call e ricostruire, insieme allo storico Lorenzo Pezzica e a una delle figlie dell’anarchico milanese, la figura di Pinelli e il periodo storico in cui si è svolta la sua drammatica vicenda. Gli studenti che aderiranno alla call, alla quale non possono partecipare artisti già affermati, saranno poi liberi di produrre un’opera con lo stile e il metodo che preferiscono.

La seconda tappa dell’iniziativa prevedere che entro il mese di ottobre 2016 una giuria nominata dal Dipartimento di Arti Visive sceglierà le 15 opere più rilevanti, che tra il 12 e il 15 dicembre successivo, nel 47° anniversario di quei fatti tragici, verranno esposte in una sede ancora da identificare (verosimilmente una galleria d’arte milanese). In quell’occasione la stessa giuria procederà alla premiazione dell’opera più meritevole, che sarà poi esposta in permanenza nella sede dell’Archivio Giuseppe Pinelli a Milano.

A tutti gli studenti che saranno selezionati dalla giuria per l’esposizione finale verranno donati la tessera di socio onorario dell'Archivio, due volumi scelti nel catalogo della casa editrice elèuthera e l'abbonamento per tutto il 2017 al bollettino dell'Archivio, in cui verranno presentate tutte le opere selezionate.

 

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