La C.N.T. nella rivoluzione spagnola
di José Peirats
Edizioni Antistato, Milano, 1977
472 pp.
Questa storia della Confederacion Naclonal del Trabajo, il sindacato libertario che ha rappresentato l’espressione più genuina del proletariato spagnolo, che ha giocato un ruolo da protagonista nella rivolutone sociale del ‘36 e che ancor oggi, ricostituito nelle fabbriche, negli uffici, nel cantieri, nonostante trentanove anni di feroce repressione franchista, torna con incredibile dinamismo alla ribalta della lotta di classe, questa «biografia» della C.N.T., una biografia che è in un certo senso un’autobiografia perché scritta da un «cenetista» per incarico dell’organizzazione, costituisce un testo fondamentale sia per gli studiosi che per i militanti rivoluzionari.
Non è un caso se ritroviamo La C.N.T. en la revolucion española, di cui questa è la prima edizione italiana, nella bibliografia di base di tutte le opere di storia spagnola contemporanea d’una certa importanza e serietà.
In realtà non si può parlare di movimento operaio e di rivoluzione spagnola senza parlare di anarchismo e di anarco-sindacallsmo, e non si può parlare di anarcosindacalismo senza fare riferimento al testo di Peirats, così ricco di documenti che apparirebbe il lavoro d’un archivista se nel discorso che lega tra loro tutti questi documenti non trasparisse la passione di chi ha vissuto quel fatti e la lucidità dell’anarchico che li ha vissuti consapevolmente.
In questo secondo volume troviamo i problemi delle collettivizzazioni nelle campagne e nell’industria; la situazione internazionale ed il peso che esercitò sugli equilibri politici e sociali in Spagna; la militarizzazione delle milizie e la ricostruzione dello Stato; si ripercorrono passo passo i dilemmi, le incertezze, le scelte obbligate del movimento libertario spagnolo e l’impatto della montante marea controrivoluzionaria fino ad arrivare ai tragici avvenimenti del maggio ‘37, alle persecuzioni del P.O.U.M. ed all’assassinio di Camillo Berneri, opera degli stalinisti spagnoli e dei «consiglieri» russi.
José Peirats, nato nel 1908, comincia a lavorare ad otto anni ed a quattordici entra nella C.N.T. Appassionato autodidatta, inizia negli anni ‘30 a collobarare alla stampa libertaria di Barcellona e diviene successivamente redattore di alcuni periodici, tra i quali il quotidiano «Solidaridad Obrera». La fine della guerra civile lo trova al fronte nella 26a Divisione (già Colonna Durruti). Poi l’esilio, prima nei campi di concentramento francesi, poi in America Latina, poi ancora in Francia. Rientra più volte clandestinamente in Spagna, viene eletto due volte segretario della C.N.T. in esilio e viene ripetutamente arrestato dalla «giustizia» francese. Oltre a La C.N.T. en la revolucion española (Toulouse 1951-53, Parigi 1971), ha scritto Breve storia del sindacalismo libertario spagnolo (Genova 1962) e Los anarquistas en la crisis politica española (Buenos Ayres 1964).