Saul Newman, Fantasie rivoluzionarie e zone autonome, elèuthera, Milano, 2013
Nelle piazze globali della contestazione a essere messe in questione non sono solo le forme politiche del potere, ma anche le grandi narrazioni del mutamento sociale, a cominciare dall'idea stessa di Rivoluzione. Prendendo le mosse dal concetto di autonomia elaborato da pensatori come Lacan e Castoriadis, l'autore indaga gli stili di vita e le forme di resistenza, ma anche i desideri e le fantasie utopiche, della politica radicale contemporanea. Ed è proprio da questi spazi sociali alternativi che emerge una configurazione inedita e plurale – definita post-anarchica e insurrezionale – in grado non solo di destrutturare l'ordine spaziale esistente ma anche di trasformare il concetto di pianificazione da prerogativa dei governi a strumento di mutamento sociale. Uno strumento improntato all'autonomia e all'egualitarismo libertari, con cui ognuno può conformare – insieme agli altri – il proprio spazio reale e immaginario.
Saul Newman insegna Teoria politica alla Goldsmiths University di Londra e si occupa in particolare del pensiero post-strutturalista e delle concezioni politiche radicali contemporanee. Autore di numerosi saggi, tra cui From Bakunin to Lacan (2001), Politics Most Unusual (2008), The Politics of Postanarchism (2010), Max Stirner (2011) e Political Theology: A Critical Introduction (2018). Con elèuthera ha pubblicato alcuni saggi, contenuti nelle antologie curate da Salvo Vaccare Pensare altrimenti (n.e 2024), Agire altrimenti (2014) e Credere altrimenti (2023), e il libro Fantasie rivoluzionarie e zone autonome (2013).



