Questa inedita storia per immagini è sia un viaggio nella memoria – fin da quando le prime A cerchiate venivano abbozzate sui tovaglioli di qualche osteria grazie a un bicchiere capovolto – sia un viaggio nell’immaginario contemporaneo attraverso le vicende di un simbolo che nel suo mezzo secolo di vita diventa un segno internazionalmente noto per significare non solo anarchismo in senso stretto ma anche trasgressione in tutte le sue declinazioni.
Nata nel 1964 a Parigi in scantinati ribollenti di idee e aspettative, la A-cerchiata muove i primi passi a Milano su volantini ciclostilati la cui matrice viene incisa a mano con qualche incertezza. Il Sessantotto la fa poi rotolare sui muri di tutto il mondo, dove inizia a parlare nelle tante lingue dell’anarchia.
Inizia così la sua vita pubblica che porterà il segno talvolta lontano dalle sue origini, senza però perderne mai del tutto traccia e riferimento. Sarà in particolare la cultura punk a veicolarlo lì dove la forza propulsiva dell’anarchismo non è arrivata. Ed è proprio questo salto dall’attivismo libertario all’immaginario controculturale che darà il via alle interpretazioni più ardite e agli usi – e talvolta abusi – più bizzarri.
Si tratta forse di una «dissacrazione»? No, affermano i suoi padri putativi, Tomás Ibáñez e Amedeo Bertolo, convinti che lungi dall’esser stato concepito come un segno «sacro», è al contrario un segno del tutto profano che anche nelle sue «distorsioni» continua a mantenere una potente carica di rivolta.
Ed ecco allora una carrellata di immagini che testimoniano della sconfinata creatività di un segno essenziale eppure eloquente che ha attraversato lo spazio e il tempo, ma anche le tipologie antropologiche, le tendenze etiche ed estetiche, le espressioni artistiche e la passione libertaria.
Le immagini sono riprese dal libro fotografico a cura di Gianluca Chinnici A-cerchiata. Storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo (elèuthera, 2008) con interventi di Fulvio Abbate, Pietro Adamo, Adbusters Media Foundation, Android Tattoo, Roberto Freak Antoni, Amedeo Bertolo, Chris Carlsson, Pino Cacucci, Marianne Enckell, Marco Philopat, Goffredo Fofi, Dori Ghezzi, Enrico Ghezzi, Matteo Guarnaccia, Tomás Ibáñez, Luciano Lanza, Maurizio Maggiani, Yoko Miura, Maria Nadotti, Clelia Pallotta, Marco Pandin, Andrea Perin, Ferro Piludu, Fabrizia Ramondino, Paolo Rossi, Marco Rovelli, Giorgio Triani, Luca Villoresi, Wu Ming 1, Salvatore Zingale.
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