Care e cari,
in questa newsletter di marzo vi proponiamo:
Anarchismo, postanarchismo, neoanarchismo: a partire dalle relazioni e dai materiali raccolti nell'ambito di tre ricerche condotte nel 2007, nel 2009 e nel 2016, che si sono concretizzate in due seminari tenutisi presso l'Ateneo degli Imperfetti di Marghera, questa nuova pagina della sezione ricerche del nostro sito raccoglie diversi articoli e alcune pubblicazioni relative al dibattito su anarchismo, postanarchismo e neoanarchismo.
La biblioteca mobile ECHO in Grecia: In questo articolo, pubblicato in edizione cartacea nel Bollettino 66 e ora disponibile anche in versione digitale, Giulio D'Errico racconta il progetto di ECHO Mobile Library con i suoi libri in quindici lingue e le sue attività di promozione della lettura nei campi profughi in Grecia.
Appuntamenti: iniziano gli appuntamenti per il 90° anniversario della rivoluzione spagnola. Come prima tappa il centro studi parteciperà alla presentazione della rassegna Spagna 1936-2026: Utopia, Storia, Rivoluzione, organizzata dalla Biblioteca Xerri di Bologna con un intervento dal titolo: Voci e memorie dalla Spagna libertaria. Il fondo Claudio Venza. Vi aspettiamo il 28 marzo al Circolo anarchico Berneri, Piazza di Porta Santo Stefano 1.
In tutte le attività sulla rivoluzione spagnola previste per l'anno in corso intendiamo utilizzare il logo proposto dai compagni spagnoli come filo rosso-nero che colleghi le tante iniziative annunciate a livello mondiale.
Call for Papers: è aperta la Call of Papers per il Convegno internazionale Sacco & Vanzetti 1927-2027, che si terrà a luglio 2027 presso l'Université de Montpellier Paul-Valéry. Qui trovate il testo di presentazione: https://reso.www.univ-montp3.fr/fr/actualit%C3%A9s/appel-%C3%A0-communication-colloque-international-juillet-2027.
Come sempre, non potremmo continuare a fare ciò che facciamo senza il vostro contributo, e dunque...
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Coloro che ci sostengono con una quota annua ricevono il Bollettino in abbonamento, cartaceo o PDF.
A presto e buona lettura!
il collettivo del Centro Studi Libertari
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Anarchismo, postanarchismo, neoanarchismo
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Da tempo nelle varie costellazioni anarchiche e libertarie è in corso a livello globale un dibattito sull’anarchismo oggi, ormai da più parti definito come “post-classico”. In questo filone di riflessione si collocano anche le ricerche portate avanti negli ultimi decenni dal nostro centro studi, in collaborazione con elèuthera, che vengono qui aggregate per dare una visione complessiva, anche se certamente non esaustiva, delle riflessioni in atto. In particolare ci riferiamo ai materiali raccolti in tre specifiche ricerche – quella sul cosiddetto “post-anarchismo” (sviluppatasi all’inizio degli anni Duemila), quella sul “neo-anarchismo” e quella sull’”anarchismo in movimento” (entrambe in costante evoluzione) – che qui trovano una prima sistematizzazione.
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La biblioteca mobile ECHO
in Grecia
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Oggi ECHO è una biblioteca mobile con base ad Atene, che macina 500km a settimana per raggiungere sei campi profughi abitati da circa 7.000 persone, una piazza della capitale greca e un centro comunitario a Corinto. Nata all’inizio del 2016, la biblioteca si è adattata alle continue evoluzioni del sistema dell’asilo greco. Dall’estremo nord del paese, ECHO si è spostata prima a Salonicco e poi ad Atene, mantenendo al centro delle sue attività la relazione con chi vive nei campi profughi.
Questi luoghi, nati come risposta emergenziale al grande numero di arrivi del 2015-16, sono diventati parte integrante del panorama della campagna greca: ce ne sono 32 sul territorio continentale e 5 sulle isole. Scientificamente costruiti lontano dai centri urbani, si sono trasformati in strutture sempre più efficienti nel controllo delle popolazioni migranti, nella loro separazione dal resto del tessuto sociale e nell’invisibilizzazione del fenomeno migratorio. Muri di cemento armato alti 6 metri e coronati da filo spinato delimitano queste prigioni a cielo aperto, tornelli elettronici ne segnano entrate e uscite, decine di telecamere controllano i movimenti sia all’interno sia all’esterno, tutto generosamente finanziato dall’Unione Europea.
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Voci e memorie dalla Spagna libertaria. Il fondo Claudio Venza
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Voci e memorie dalla Spagna libertaria. Il fondo Claudio Venza
Bologna, 28 marzo 2026, Circolo anarchico Berneri, Piazza di Porta Santo Stefano 1, ore 18.30
Presentazione del fondo Claudio Venza all'interno della rassegna
Spagna 1936-2026: Utopia, Storia, Rivoluzione
La rassegna:
Spagna 1936: il popolo in armi scende in strada contro il tentativo di golpe dei generali e dà vita alla rivoluzione libertaria, agendo in prima persona. La Catalogna è rossa e nera, così come altre regioni del paese. Nelle zone che rimangono in mano antifascista la rivoluzione sociale è realtà: autogestione dei servizi e delle industrie, collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà, ma ha contro molti nemici: le potenze occidentali cosiddette democratiche, l’intervento militare nazifascista, il ruolo in apparenza ambiguo ma di fatto controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. La breve estate dell’anarchia si spegne nel 1937, stretta nella morsa infernale delle potenze europee, assediata dal nazifascismo e pugnalata alle spalle dallo stalinismo che ordisce nel maggio 1937 a Barcellona l’assassinio di Camillo Berneri, militante di riferimento per il movimento anarchico internazionale.
Con questa rassegna vogliamo esplorare le forme in cui la storia e memoria della rivoluzione sociale e guerra civile di Spagna vengono tramandate (archivi, ricerche, giochi, film etc.), e confrontarci sul significato che queste esperienze hanno per i movimenti libertari contemporanei.
Questa storia parla all’oggi: indica la nostra volontà di rivolta contro un ordine ingiusto, e la necessità che movimenti popolari si oppongano con l’azione diretta al panorama attuale di fascismi, guerra, sfruttamento e devastazione ambientale.
28 marzo 2026 - 18:30
Presentazione della rassegna
L'anarchismo e la guerra di Spagna 1936-1939 - Biblioteca Xerri
Voci e memorie dalla Spagna libertaria: il fondo Claudio Venza - CSL Pinelli
La pedagogia libertaria come base della rivoluzione del '36 - Valeria Giacomoni
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Call for Papers
Sacco & Vanzetti 1927-2027
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Fra il 1920 e il 1927, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due immigrati destinati a rimanere anonimi come milioni di altri italiani che si erano recati negli Stati Uniti, raggiunsero loro malgrado una celebrità planetaria. Il loro arresto, il processo e l’esecuzione mobilitarono lo scenario internazionale. Da ogni parte si chiese la grazia per Nick e Bart: nelle organizzazioni politiche di ogni tipo, fra le élites intellettuali – Simone de Beauvoir ricordava che la firma della petizione era stato uno dei suoi primi impegni politici – e, in generale, nei movimenti sociali. Fino al giorno dell’esecuzione, le manifestazioni riempirono le strade e le piazze nel mondo intero, poi l’affaire uscì pian piano dalla memoria pubblica, ad eccezione degli ambienti libertari. Si assisté a una svolta negli anni Settanta, con il film di Giuliano Montaldo, Sacco e Vanzetti, 1971, il cui successo riportò il caso alla ribalta, portando alla riabilitazione di Sacco e Vanzetti da parte di Michael Dukakis, governatore del Massachussetts (1977). Non pochi hanno fatto il parallelo con il caso Dreyfus, visto il modo in cui i due italiani si ritrovarono invischiati nel sistema giudiziario e politico statunitense. Oggi l’interesse continua a manifestarsi, coinvolgendo anche il grande pubblico: dai fumetti all’opera lirica, non c’è ambito artistico creativo che non si sia occupato del caso, musica, teatro, canzone, letteratura, vignette, fumetto, arti plastiche. Si può constatare che anche nella stampa a larga diffusione il caso Sacco e Vanzetti è diventato una sorta di “rubrica fissa” intorno alla data del 23 agosto, ricorrenza dell’esecuzione.
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Dal 2023 è possibile destinare al Centro Studi Libertari Giuseppe Pinelli il "5 x mille" in quanto associazione di promozione sociale.
Per devolvere il cinque per mille è necessario compilare il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico e firmare nel riquadro “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS…” e indicare il codice fiscale 97030450155. Anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può scegliere di devolvere il cinque per mille presentando l’apposita scheda allegata al CU.
Farlo non costa nulla, in quanto se non si esprime una scelta la quota rimane allo Stato. Per noi si tratta invece di un contributo importante, come gli altri canali di donazione, per portare avanti le nostre attività di conservazione e di ricerca in maniera indipendente. I fondi vengono infatti utilizzati, tra le altre cose, per riordinare e rendere fruibili i nostri fondi archivistici, per l'acquisione e la catalogazione dei libri della biblioteca, per avviare nuovi progetti di archivio digitale o mantenere e migliorare quelli esistenti (come "Pinelli: una storia", "Venezia '84" o "Le voci dell'anarchia"), per finanziare le nostre attività editoriali come la pubblicazione del Bollettino, dei Quaderni, e così via.
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